Brindisi: non chiamatela sorpresa…

Brindisi: non chiamatela sorpresa…

Ma piuttosto bella realta’ in crescita: la Happy Casa Brindisi ha mandato agli archivi la stagione 20-21 soccombendo alle V Nere della Segafredo Bologna in semifinale con uno 0-3 al passivo che poco racconta dell’andamento reale della stagione, lasciando anzi parecchio rammarico per essere arrivata nel momento clou della stagione a dover fare i conti con i numerosi casi di positivita’ al Covid 19 che hanno pregiudicato la tenuta psico-fisica del gruppo.

E dire che ai nastri di partenza i pugliesi si erano presentati con una rosa rivoluzionata, dopo le partenza di Stone, Martin, Sutton ma soprattutto di autentici trascinatori come Adrian Banks e John Brown III.

Ma il duo MarinoGiofre’ (clicca sul link per l’intervista a Simone Giofrè sulla nostra pagina Facebook) ancora una volta ha trasformato un risicatissimo budget in materiale di prima scelta da affidare al riconfermatissimo Frank Vitucci e al suo staff; ecco quindi arrivare in Puglia ad affiancare un Darius Thompson in crescita sin dalla prima palla a due un realizzatore di razza come D’Angelo Harrison, un lungo  con mani educatissime e grandi doti al rimbalzo come Derek Willis, un potente quanto giovane centro come Nick Perkins nonche’ due vecchie conoscenze del nostro campionato come James Bell e Ousman Krubally.

D’Angelo Harrison highlights
Derek Willis Highlights
Darius Thompson highlights

Il parco italiani ha visto i riconfermati capitan Zanelli e Gaspardo essere raggiunti dal giovane talento Riccardo Visconti e dall’esperto Mattia Udom.

Il mix di talento, di esperienza e faccia tosta si è subito messo in mostra in Supercoppa italiana, dove il gruppo riunito da pochi giorni ha lasciato intravedere cio’ che si sarebbe poi visto in campionato: sconfitta a Venezia alla prima ma poi inarrestabile cavalcata con 9 vittorie consecutive, tra cui i colpacci esterni a Sassari, Bologna sponda Virtus e persino la fino ad allora imbattibile Milano.

La vittoria di campionato a Milano
La grande vittoria in casa in campionato al ritorno contro Milano

Medesimo ottimo cammino anche in Champions League, ma proprio qui a Gennaio il primo problema: l’infortunio al ginocchio del bombardiere Harrison ha costretto la societa’ a correre ai ripari in fretta e furia, ma ancora una volta ha visto giusto.

L’arrivo di Josh Bostic da Reggio Emilia ha permesso di aspettare il recupero di Harrison senza troppi patemi d’animo, tanto che il team di Vitucci dopo la sfortunata esperienza in Champion League (dove ha mancato di un soffio la Final Eight) si è presentato alle ultime giornate di campionato addirittura da capolista, prima che la positivita’ al Covid 19 colpisse gran parte del gruppo e staff, costringendo i brindisini ad accontentarsi ( si fa’ per dire) della piazza d’onore, che le ha regalato Trieste al primo turno dei play-off (liquidata con un secco 3-0).

Ma poco hanno potuto contro Teodosic e soci, soprattutto nei primi due atti della serie; gara 3 invece è stata molto più tirata ed avvincente, ma le magie del play serbo unita a qualche discutibile decisione arbitrale (come riconosciuto anche dallo stesso Vitucci) hanno mandato in vacanza le ambizioni brindisine, con rimpianto ma anche con tanto orgoglio e consapevolezza della propria forza.

Difficile assegnare la palma di migliore o peggiore della stagione, ma una menzione d’onore meritano Darius Thompson e Derek Willis, fermo restando che un Harrison senza infortunio di mezzo forse avrebbe finito ancor più in crescendo la stagione.

Probabilmente da rivedere James Bell: ottima la fase difensiva, era partito bene ma poi ha avuto difficoltà ad entrare in ritmo soprattutto con il tiro da 3.


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