Nba 2021/22: alla caccia dei due Dream Team!

Nba 2021/22: alla caccia dei due Dream Team!

Lakers e Nets con i propri tris d’assi (James, Davis e Westbrook da una parte, Durant, Harden e Irving dall’altra) e con roster più profondi scattano con i favori del pronostico, sperando che il fattore infortuni che ha penalizzato entrambe le franchigie la scorsa stagione non si accanisca nuovamente su di loro.

Giannis Antetokounmpo e suoi Bucks campioni in carica pronti alle loro spalle a cogliere ogni occasione lasciata, con l’Mvp Jokic e Luka Doncic in lizza con Nuggets e Maveriks per un posto al sole, in una stagione che chiede conferme alle migliori franchigie a livello di gioco espresso la passata annata  (Suns, Hawks e Jazz), che perde per motivi diversi almeno per il momento Kawhi Leonard (infortunio) e Ben Simmons (in rottura con Phila), e attende grandi ritorni (Klay Thompson e Jamal Murray), che guarda con curiosità all’impatto di Cunningham, Green, Mobley e tutti gli arrivi dal Draft, dato che il mercato (Chicago Bulls a parte) non ha prodotto tanti cambiamenti a livello di quintetti base, ma improntato più sul migliorare la profondità dei roster.

Ma vediamo nel dettaglio i 30 roster ai nastri di partenza della nuova stagione e le relative amibizioni!


I Los Angeles Lakers

Niente giri di parole, un solo vero obiettivo. Il Titolo!

I Lakers si apprestano ad affrontare la stagione 21-22 con una vera e propria corazzata, fatta soprattutto di veterani (6 dei 12 giocatori più vecchi nella Nba 2021-22 a roster), consci probabilmente che uno degli ultimi treni verso il Larry O’Brien Trophy è in partenza dal binario numero 6 di Los Angeles.Gia’… perchè la prima novita’ di questa stagione è il cambio di numero del King Lebron James, che abbandona la 23 per riprendere la canotta 6 come negli anni trascorsi nei Miami Heat.

Al fianco di James il confermatissimo scudiero Anthony Davis, suo compagno di gioie (il titolo del 2020) e dolori (gli infortuni di entrambi nei playoff 20-21 hanno di fatto precluso qualsiasi velleità di scalata al titolo.Ma a Los Angeles è atterrata anche la terza punta di diamante; mr. tripla doppia Russell Westbrook, il quale dopo un solo anno a Washington provera’ dove non è riuscito a Houston affianco a James Harden, ovvero cercare quell’amalgama e quella sintonia di gioco avendo in squadra altre due superstar per marciare uniti verso il titolo.

Ma la dirigenza dei Lakers, non si è fermata qui, perchè l’ingaggio di Carmelo Anthony, finalmente in coppia con l’amico LeBron, garantisce un’arma in più dalla panchina se manterrà la stessa costanza di prestazioni come nelle ultime due stagioni a Portland, mentre l’ex Clippers DeAndre Jordan in uscita dai Nets torna a Los Angeles per portare fisicità e difesa.

Sono tornati Rajon Rondo e Dwight Howard, campioni nel 2020, sono arrivati specialisti difensivi come Wayne Ellington e Kent Bazemore, mentre Kendrick Nunn e Malik Monk rimpolpano il settore giovani a fianco di Talen Horton-Tucker. Un roster quindi che fa del talento, dell’esperienza e della profondità le proprie armi principali: resterà da vedere in quanto tempo coach Vogel riuscirà a plasmare l’intesa del trio delle meraviglie James-Westbrook-Davis, e soprattutto a trovare il giusto equilibrio attacco-difesa.

PROBABILE QUINTETTO

Westbrook, Ellington, James, Davis, Jordan

PRINCIPALI RISERVE

Anthony, Howard, Horton-Tucker, Nunn, Bazemore, Monk, Rondo,Ariza

COACH

Frank Vogel


I Milwaukee Bucks

Li abbiamo lasciati la notte tra il 20 e il 21 trionfanti sul parquet amico, dopo aver regolato la resistenza in finale dei Phoenix Suns con un 4-2, suggellato dal cinquantello in gara del suo leader e autentico trascinatore Giannis ANTETOKOUNMPO, e li ritroviamo ai nastri di partenza sicuramente con le carte in regola per cercare il secondo anello consecutivo.

Non è un segreto, i Bucks sulla carta non sono i favoriti, come non lo erano nella passata stagione, ma i ragazzi di Budenholzer venderanno cara la pelle a dispetto di chi considera il loro titolo anche come frutto della sorte avversa a tante avversarie causa tanti infortuni, mentre la paurosa estensione al ginocchio di ANTETOKOUNMPO in gara 4 durante la serie contro Atlanta ha comportato solamente un paio di partite di stop, salvo tornare da assoluto protagonista nella finale contro i Suns.

Squadra che vince non si cambia? Quasi…perchè l’unico movimento in uscita non è un nome qualunque, ovvero P.J. Tucker, leader difensivo assoluto specialmente durante i playoff (epiche le sue sette sfide con Durant nella serie contro i Nets), approdato alla corte dei Miami Heat.

La scelta della dirigenza, più che cercare un sostituto, è stata quella di allungare le rotazioni, fin troppo limitate soprattutto nei playoff: ecco quindi i tiratori Grayson Allen e Rodney Hood e l’ex Celtic Ojeleye, specialista difensivo mai del tutto esploso. Ma le sorti dei Bucks non potranno non passare dallo straripante talento di Antetokounmpo, nonchè dai suoi fedeli scudieri e neo medagliati olimpici Kris Middleton e Jrue Holiday, quest’ultimo la vera chiave del gioco di Milwaukee su entrambi i lati del campo.

Tornato abile e arruolato dopo l’infortunio poco prima di playoff, Donte DiVincenzo si riprenderà il suo posto in quintetto, completato sotto le plance da Brook Lopez, mentre Connaughton e soprattutto Bobby Portis (specialmente se sarà sui livelli della serie finale contro Phoenix) saranno fondamentali in uscita dalla panchina.

PROBABILE QUINTETTO

Holiday, DiVincenzo, Middleton, ANTETOKOUNMPO, Lopez

PRINCIPALI RISERVE

Portis, Connaughton, Hood, Allen, Ojeleye, Hill, Nwora

COACH

Budenholzer


I Brooklyn Nets

Il trio delle meraviglie dei BROOKLYN NETS, composto da Durant-Harden-Irving, ci riprova…o per meglio dire comincia a provarci, visto che sono davvero poche le occasioni in cui la scorsa stagione si è potuta vedere questa autentica macchina da guerra in azione, vista la serie incredibile di infortuni che ne hanno pregiudicato il cammino nei playoff, fermo restando che i Nets sono arrivati letteralmente a un centimetro dal mandare a casa i futuri campioni di Milwaukee, ovvero quando in gara 7 lo stoico e unico superstite Durant con un piede sulla linea del tiro da tre punti ha mandato i suoi solamente ai supplementari e non a festeggiare il passaggio del turno.

L’infermeria spesso affollata ha convinto la dirigenza Nets a cercare di dare profondità alle rotazioni, puntando decisamente sui giocatori di esperienza: ecco quindi gli arrivi di Patty Mills da San Antonio, Paul Millsap da Denver, nonchè il ritorno di LaMarcus Aldridge, risolti i problemi cardiaci che ne avevavo addirittura messo a rischio alla carriera.

Rifirmato al minimo salariale Blake Griffin, in netta ripresa dal suo arrivo a Brooklyn, confermati il mastino difensivo Brown, il tiratore Harris e Claxton, arrivano anche il roccioso James Johnson, Deandre Bembry e Javon Carter.

In rampa di lancio anche il rookie Cam Thomas, Mvp della Summer League 2021.Paradossalmente i veri problemi dei Nets sono extra campo, ovvero Kyre Irving, già la scorsa stagione protagonista di assenze ingiustificate agli allenamenti , che di fatto si è professato un no-vax convinto, rifiutando di vaccinarsi e rischiando come nel caso del suo collega Wiggins a Golden State di saltare diverse partite.

PROBABILE QUINTETTO

Harden, Irving, Harris, Durant, Aldridge.

PRINCIPALI RISERVE

Griffin, Mills, Millsap, Brown, Johnson, Carter, Thomas, Bembry

COACH

Steve Nash


Gli Atlanta Hawks

Arrivati ad un passo dalle Finals e piegati solo dai futuri campioni di Milwaukee, anche gli ATLANTA HAWKS, compagine guidata da coach McMillan, scelgono la strada della continuità e di conseguenza dei rinnovi, il piu’ importante di tutti (125 milioni complessivi per 5 anni) ha voluto premiare la costante crescita di John Collins e la volontà di puntare tutto su l’asse collaudato con il folletto Trae Young.

Nell’ultima stagione il play oltre che per la proverbiale macchina da punti e assist, ha rubato la scena per la propria personalità e leadership, sfociata spesso anche in atteggiamenti provocatori nei confronti di avversari e spettatori.

Il supporting cast oltre al citato Collins rivedrà i muscoli e i rimbalzi di Capela, lo straordinario talento a volte di discontinuo di Bogdanovic e soprattutto potrà contare nuovamente e si spera al top della forma su Hunter e Reddish, il primo assente durante tutti i playoff e l’altro recuperato solo per la serie di finale di conference con i Bucks, dove ha mostrato lampi di classe su entrambi i lati.

Panchina di assoluto valore, da dove usciranno il costante Huerter, il neo arrivato Delon Wright, Dieng e Okafor per far respirare Capela, Solomon Hill, Okongwu (positivo durante le sue apparizioni ai playoff) e soprattutto l’esperienza e la classe di Lou Williams e del nostro Danilo Gallinari, alla sua tredicesima stagione oltreoceano.

Interessante e da seguire la ventesima scelta assoluta del Draft, Jalen Johnson, che si è messo subito in mostra alla Summer League di Las Vegas, dove ha fatto registrare 19 punti e 9,5 rimbalzi di media a partita con il 57% dal campo e il 41% da tre, venendo incluso nel miglior quintetto della manifestazione.

Probabile quintetto:

Trae Young, Bogdan Bogdanovic, De’Andre Hunter, John Collins, Clint Capela

Principali riserve :

Huerter, Reddish, Gallinari, Williams, Dieng, Okongwu, Wright, Johnson

Coach

Nate McMillan


I Golden State Warriors

Giù alla Baia è fin troppo evidente che l’attesa per l’avvio di questa stagione è il più sentito da un biennio a questa parte: per i GOLDEN STATE WARRRIORS il ritorno di Klay Thompson, costretto ai box prima per la rottura del crociato del ginocchio sinistro in gara-6 delle Finals 2019, poi per la lesione al tendine d’Achille destro rimediata a novembre 2020, porterà in dote un altro show degli Splash Brothers alla conquista dei piani alti della lega o sarà solo una passerella ricordando i tempi andati?

Intanto appare chiaro che coach Steve Kerr non forzerà assolutamente il suo rientro, sperando che il capocannoniere della scorsa stagione Steph Curry si carichi ancora su di se’ la squadra per tenerla a galla nella complicata Western Conference.

Le incognite, Thompson a parte, sono altre: il centro Wiseman, dal rendimento nettamente inferiore alle aspettative nella sua prima stagione Nba sapra’ compiere un netto salto di qualita’? Andrew Wiggins confermera’ i progressi della scorsa stagione o la sua vita extra parquet (le dichiarate reticenze al sottoporsi al vaccino) lo condizionera’ in negativo?

Le scelte 7 e 14 dell’ultimo draft, ovvero Jonathan Kuminga e Moses Moody si riveleranno pesche felici?Come appare da subito, aldilà di Curry e Draymond Green, le certezze in casa Warriors non sono molte, e gli innesti di Nemanja Bjelica e Otto Porter nonché il ritorno dell’ormai trentasettenne Andre Iguodala, pedina fondamentale negli anni d’oro della dinastia, non sembrano accendere la fantasia dei tifosi.

PROBABILE QUINTETTO

Curry, Thompson, Wiggins, Green, Wiseman

PRINCIPALI RISERVE

Toscano-Anderson, Poole, Iguodala, Porter, Bjelica, Looney, Bell, Kumiga, Moody

COACH

Steve Kerr


I Dallas Mavericks

Un uomo solo al comando…anche quest’anno.Luka Doncic con il suo fresco quinquennale appena firmato a 207 milioni (il più ricco prolungamento di sempre per un rookie) ,si appresta a vestire ancora i panni del leader e trascinatore di una squadra sostanzialmente identica, se si eccettua la partenza di Josh Richardson direzione Boston e l’arrivo di Reggie Bullock.

Il vero cambiamento a Dallas è avvenuto in panchina, dove Jason Kidd rileva Rick Carlise: a lui il compito di mettere in condizioni il campione sloveno di evolvere ulteriormente, magari sotto l’aspetto tattico e di scelte, e considerando il pedigree da giocatore di Kidd, autentica macchina da triple doppie, c’è da scommettere che scattata la chimica i tifosi di Dallas avranno di che divertirsi.

Ma come già visto, Luka non può vincere da solo; e soprattutto non se il secondo violino della squadra, il lettone Porzingis continuerà (nonostante la conferma dopo tante voci di trade) a fornire un apporto troppo discontinuo, dovuto in parte a purtroppo frequenti guai fisici ma anche a pause di natura puramente psicologioca.

E il resto del gruppo, capitanato da Tim Hardaway jr. fresco di ricchissimo rinnovo, con Finney-Smith, Kleber, Brunson e compagnia di certo dovrà sgomitare parecchio per un posto al sole nella affollata Western Conference.Da tenere d’occhio l’impatto di Moses Brown, anche lui come Bullock arrivato nella off-season e autore di una buon finale della stagione scorsa nei pur derelitti Oklahoma Thunders.

PROBABILE QUINTETTO

Doncic, Bullock, Hardaway, Finney-Smith, Porzingis

PRINCIPALI RISERVE

Brunson, Kleber, S. Brown, Powell, Marjanovic, M. Brown

COACH

Jason Kidd


Gli Utah Jazz

La prima forza a Ovest in stagione regolare nel 2021 si rituffa in campionato dopo i deludenti playoff appena passati alla ricerca di quei traguardi che mancano ormai dal 2007 (ultima finale di Conference).

Gruppo consolidato e rotazioni allungate e migliorate : sono queste le armi grazie a cui la dirigenza ( che da quest’anno annovera tra gli azionisti niente di meno che Dwayne Wade) si aspetta dagli uomini allenati da coach Quin Snyder un salto di qualità ulteriore.

Quintetto base confermato, che comprende Mike Conley (rinnovato a cifre abbordabili), la stella Donovan Mitchell, il miglior difensore dell’anno Rudy Gobert, l’ecclettico Bojan Bogdanovic e il prezioso Royce O’Neal.

E se consideriamo una panchina che annovera gia’ il sesto uomo dell’anno 20-21 come Clarkson ,tutto genio e sregolatezza, il fresco bronzo di Tokio con l’Australia Joe Ingles, e i nuovi arrivi Rudy Gay, Hassan Whiteside ed Eric Paschall, anche quest’anno a Salt Lake City ci si aspetta tanto.

Occhio a Jared Butler, guardia da Baylor, fresco campione Ncaa (20 punti e 7 rimbalzi nella finale con Gonzaga): la scelta n.40 non deve ingannare, in quanto dovuta a iniziali problemi di natura cardiaca nelle rituali visite predraft, a quanto pare pienamente superati.

PROBABILE QUINTETTO

Conley, Mitchell, Bogdanovic, O’Neale, Gobert

PRINCIPALI RISERVE

Clarkson, Ingles, Paschall, Gay, Whiteside, Butler

COACH

Quin Synder


I Boston Celtics

Rivoluzione ci si aspettava, rivoluzione è arrivata. Ma chi si aspettava dei BOSTON CELTICS rinnovati solo sul parquet si ritrova anche l’area societaria e tecnica cambiata, con mosse sorprendenti e in qualche maniera audaci: la bandiera e factotum Danny Ainge accantonato dopo 18 anni, sostituito addirittura dall’dall’ex allenatore Brad Stevens, a sua volta rilevato in panchina da Ime Udoka, assistente di Gregg Popovich a San Antonio.

La squadra invece riparte dal duo Jayson Tatum e Jaylen Brown, definiti all’unisono il futuro (e presente) dei Celtics. Rifirmati a suon di milioni Marcus Smart (rinnovo per 4 anni a 77 milioni complessivi) e ill giovane lungo Robert Williams III (4 anni a 54 milioni), sul fronte entrate un bizzarro quanto articolato scambio con Oklahoma ha portato il ritorno di Al Horford (dato addirittura per ritirato nella scorsa stagione dai Thunders) e la partenza di Kemba Walker (poi finito a New York).

Il play nel suo biennio di permanenza anche a causa di problemi fisici non è mai sembrato ben inserito nel gioco di coach Stevens, tanto che quest’ultimo una volta seduto sulla poltrona da dirigente non ha perso tempo nello scaricare Walker e il suo ingombrante contratto.

A proposito di ritorni, c’è anche quello di Enes Kanter sotto i tabelloni, innesto necessario vista l’età avanzata e i guai fisici di Horford, ma i veri colpi potrebbero rivelarsi Josh Richardson e Dennis Schroder, in cerca di riscatto da una stagione non proprio delle migliori rispettivamente a Dallas e Los Angeles sponda Lakers.

Il roster è completato da un manipolo di giovani in ascesa come Langford, Nesmith e soprattutto Pritchard, mentre la free agency ha portato il solido Juancho Hernangomez.

PROBABILE QUINTETTO

Smart, Richardson, Brown, Tatum, Horford

PRINCIPALI RISERVE

R. Williams, Kanter, Schroder, Nesmith, G. Williams, Pritchard ,Hernangomez, Langford

COACH

Ime Udoka


I Phoenix Suns

I vicecampioni Nba dei PHOENIX SUNS cercheranno di dimenticare in fretta la scottante rimonta dal 2-0 nelle ultime Finals insistendo sul gruppo che aveva chiuso la stagione regolare con il miglior record della Lega, giocando probabilmente anche il miglior basket della Lega.

Il nodo Chris Paul, in scadenza di contratto si è risolto con un quadriennale per 120 milioni di dollari complessivi: sara’ quindi ancora lui il leader di una squadra in cui l’all star Devin Booker sara’ la punta di diamante offensiva, mentre i mastini difensivi Crowder e Bridges cercheranno di bissare il gran rendimento della scorsa stagione, playoff inclusi.

La compagine guidata da Monty Williams si presenta anche con alcune novità, a fronte di una sola partenza di rilievo, quella di Craig, tornato alla corte degli Indiana Pacers.

Ovviamente la off season ha permesso alla dirigenza di ovviare ai deficit più evidenti patiti durante i playoff, in primis il cambio per Deandre Ayton, a cui soprattutto nelle Finals contro i Bucks avrebbe giovato qualche minuto di riposo in più.

Ecco quindi l’arrivo del fresco medagliato di Tokio JaVale McGe, ma anche quelli sul perimetro di Landry Shamet ed Elfrid Payton, giocatore dal talento indiscutibile ma incostante, che magari sotto la guida di Paul troverà una sua definitiva dimensione.

Importante anche il rinnovo di Cameron Payne, protagonista assoluto lo scorso anno assieme a Cameron Johnson uscendo dalla panchina, che si è nuovamente legato alla franchigia con un accordo triennale da 19 milioni di dollari.

Probabile quintetto:

Paul, Booker, Bridges, Crowder, Ayton

Principali riserve:

Johnson, Payne, Shamet, Payton, McGee, Saric, Kaminsky

Coach:

Monty Williams


I Philadelphia 76ers

Simmons o non Simmons?

Questo è il problema per i PHILADELPHIA 76ERS…E’ sicuramente l’atleta più chiacchierato dell’estate: la rottura con la società appare insanabile, visto che ha annunciato di non volersi presentare al raduno pre-season; il rapporto coi compagni ancor più complicato, visto che ha rifiutato un incontro con loro.

E’ stato associato a tantissime squadre e incluso in tantissime potenziali trade ( l’ultima lo porterebbe a Houston in cambio dell’altro scontento illustre ovvero John Wall), ma a meno di tre settimane dalla partenza della stagione regolare non si vede ancora la luce in fondo al tunnel, anche perché un contrattone da 147 milioni per quattro anni non è facilmente gestibile.

Joel Embiid nel frattempo ha rinnovato a 127 milioni per ulteriori 4 anni sino al 2027, un atto di fede e amore che lo consacra definitivamente a uomo franchigia; non basta, perché per proteggerlo ulteriormente dai suoi frequenti guai fisici, i dirigenti Sixers hanno piazzato il colpo Andre Drummond per una stagione al minimo salariale, un cambio extralusso a patto che l’ex Lakers ritrovi la forma e le convizioni smarrite.

Completano il mercato gli arrivi di Georges Niang un 4 tattico per far rifiatare Harris, mentre il Draft ha portato alla corte di Doc Rivers Jaden Springer e Charles Bassey , dal buon potenziale.

PROBABILE QUINTETTO

Simmons, Curry, Green, Harris, Embiid

PRINCIPALI RISERVE

Milton, Maxey, Thybulle, Niang, Drummond.

COACH

Doc Rivers


I Chicago Bulls

Che a Chicago la dirigenza guidata dall’ex Fortitudo Arturas Karnisovas stesse affilando gli artigli per tornare ai playoff, che mancano loro dal 2017, lo si era capito sin dalla metà della scorsa stagione, con l’arrivo da Orlando di Nikola Vucevic.

Ma l’estate della franchigia dell’Illinois è stata a dir poco scoppiettante, con lo sbarco in città di due pezzi da novanta come Lonzo Ball e DeMar DeRozan, ma anche di uno degli idoli die tifosi dei Los Angeles Lakers, Alex Caruso, gregario di lusso con sprazzi di talento specialmente nella stagione 19-20 conclusa con l’anello di campione Nba .

Con tali nomi il pensiero va subito all’indiscusso padrone di casa, ovvero Zach Lavine: la medaglia d’oro di Tokio nell’ultima stagione ha dimostrato un livello di maturità e sicurezza da All Star, e sicuramente i rumors di mercato da franchigie ben più attrezzate hanno spinto Chicago a fornire una squadra all’altezza delle sue ambizioni.

Riuscirà coach Donovan a creare l’equilibrio giusto fra tanti giocatori abituati ad essere prime punte?Intanto per arrivare agli obbiettivi prefissati Chicago ha sacrificato un bel po’ di giocatori (Otto Porter e Maarkanen per citarne un paio) e la panchina, eccezion fatta per il citato Caruso e il giovane e discontinuo Coby White, non sembra essere all’altezza di tante concorrenti, anche in considerazione del fatto che l’ala sulla carta titolare Patrick Williams rischia di saltare qualche partita di inizio stagione causa infortunio alla caviglia.

PROBABILE QUINTETTO

Ball, LaVine, DeRozan, Williams, Vucevic

PRINCIPALI RISERVE

White, Caruso, Brown, Jones, Bradley

COACH

Billy Donovan


I Los Angeles Clippers

Kawhi dove sei? Quando torni?

Il futuro dei Los Angeles Clippers ruota tutto attorno alle risposte a queste domande…Leonard si è operato al legamento crociato del ginocchio destro, lesionato durante i playoff 2021, soltanto in luglio.

Sei mesi per il completo recupero sono la prognosi minima per questo genere di infortuni, in circostanze analoghe tante decidono di prendersi un anno intero per recuperare.Che Clippers saranno senza la loro stella?

Occhi puntati ovviamente su Paul George, talento indiscutibile ma leadership spesso discussa e contraddistinta da frequenti passaggi a vuoto, dovuti probabilmente ad una malcelata insofferenza nel dover accettare la parte di secondo violino: sarà la sua occasione dai tempi di Indiana di diventare il punto di riferimento di una squadra obiettivamente depotenziata non solo dall’infortunio di Leonard.

Se da una parte ai riconfermati Morris, Batum e Jackson (probabilmente il migliore durante i playoff passati) si affianca un giocatore di sicuro rendimento come Winslow, sopperire le partenze di Beverley e Rondo con Eric Bledsoe ha fatto storcere parecchie bocche.

Reduce da una stagione di sole ombre a New Orleans, il buon Bledsoe ha visto trionfare la sua ex squadra ovvero i Milwaukee da cui è stato scaricato senza troppi convenevoli, con il suo sostituto Jrue Holiday assoluto protagonista.

Con che tipo di testa si approccera’ a questa nuova avventura un giocatore che non ha mai trovato la sua vera dimensione?Tyrone Lue non avrà una stagione semplice, considerando anche l’incognita sulla schiena di Ibaka, un fantasma la scorsa stagione.

PROBABILE QUINTETTO

Jackson, George, Batum (Leonard), Morris, Ibaka

PRINCIPALE RISERVE

Bledsoe, Mann, Kennard, Winslow, Zubac.

COACH

Ty Lue


I New York Knicks

“C’è qualcosa nell’aria a New York che rende il sonno inutile”…

A differenza però della famosa scrittrice Simone De Beauvoir, i tifosi dei Knicks venivano da anni (se non decenni) di sonni profondi e sbadigli nel vedere le pessime prestazioni della propria squadra.

Ma lo scorso campionato qualcosa è scattato finalmente, e con il quarto posto a Est (nonostante poi dei playoff non altrettanto esaltanti) si sono poste le basi per una nuova stagione da protagonista, almeno nella Eastern conference.

I protagonisti di questo cambio di passo hanno le sembianze di coach Tom Thibodeau, che ha plasmato un gruppo di giovani di talento ma con poca attitudine al lavoro e alla coesione in una squadra dalla arcigna difesa e dall’attacco pungente, specialmente nella figura di Julius Randle, trasformatosi da eterna promessa a un All Star Nba, con una cultura del lavoro mai vista prima, che lui stesso ha dichiarato di aver (in ritardo) carpito da un suo compagno di squadra ai tempi dei Lakers, tale Kobe Bryant…

E non a caso il suo notevole miglioramento gli è valso un’estensione da 117 milioni per quattro anni.La squadra, che già può contare su atleti in piena maturazione quali Barrett, Robinson, Quickley e Toppin, quest’anno si gioverà dell’esperienza e del talento del nativo del Bronx Kemba Walker, arrivato dopo il buyout con i Thunder, che se si metterà alle spalle le noie fisiche della negativa stagione a Boston potrà davvero essere un protagonista; e se pensiamo che la sua riserva è l’ex Mvp Derrrick Rose, nel ruolo di play i Knicks non hanno nulla da invidiare al resto della Nba.Sempre da Boston arriva la medaglia d’argento olimpica Evan Fournier, mentre dal Draft e soprattutto una buona Summer League arrivano i rookie Quentin Grimes e Miles McBride .

Curiosità per come e se riuscirà a ritagliarsi dello spazio l’ex Baskonia Luka Vildoza

PROBABILE QUINTETTO

Walker, Barrett, Fournier, Randle, Robinson

PRINCIPALI RISERVE

Rose, Toppin, Quickley, Burks, Noel, Knox, Grimes, Mcbride, Vildoza

COACH

Tom Thibodeau


I Miami Heat

Uno sweep al primo turno per i vicecampioni della stagione 19-20 deve aver fatto molto male e poco importa se avvenuto per mano dei Milwaukee Bucks futuri campioni.La franchigia di Pat Riley ha puntato nella off-season a rafforzare il roster con innesti di qualità ma soprattutto di energia: ecco quindi gli arrivi di Kyle Lowry, P.J. Tucker e Markieff Morris, oltre alle conferme di Victor Oladipo (incerti i tempi del recupero dall’ennesimo infortunio), Duncan Robinson e T.Herro.

Coach Erik Spoelstra si aspetta tanto soprattutto da Lowry, visto che per averlo son stati messi sul piatto della bilancia l’esperienza di Goran Dragic e il giovane Precious Achiuwa, (messosi in mostra anche nella scorsa Olimpiade), oltre che un ricco contratto da 90 milioni di dollari complessivi in 3 anni, tanti per un 35enne.

Chiaro l’intento tattico di deresponsabilizzare almeno in parte Jimmy Butler in fase di impostazione di gioco per lasciarlo libero nei suoi uno contro uno specie in posto basso; lo stesso Butler beneficerà notevolmente anche in difesa dell’arrivo del neo campione Nba P.J. Tucker, un autentico manuale della difesa come dimostrato anche e soprattutto durante gli ultimi playoff. Bam Adebayo, oro a Tokio in tal senso rimane una sicurezza, e segnare contro Miami sulla carta quest’anno sarà dura per tutti.

Hanno lasciato Miami, invece i veterani Andre Iguodala (Warriors) e Trevor Ariza, oltre alla point guard nativa di Chicago Kendrick Nunn (entrambi ai Lakers).

PROBABILE QUINTETTO

Lowry, Butler, Robinson, Tucker, Adebayo

PRINCIPALI RISERVE

Herro, Oladipo, Morris, Dedmon, Martin

COACH

Erik Spoelstra


I Denver Nuggets

Tutto sulle spalle dell’Mvp Nikola Jokic…o perlomeno sino a quando non tornera’ Jamal Murray, fermo da Aprile per la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro: la data ci sarebbe (Dicembre), ma come spesso accade in questi casi nulla verrà forzato per preservare una risorsa fondamentale per la franchigia del Colorado.

I Denver Nuggets di coach Michael Malone si presentano quindi senza sostanziali novità fatta eccezione per l’arrivo di Jeff Green, puntando sulla crescita definitiva di Michael Porter Jr. e sull’inserimento di Aaron Gordon, arrivato a metà della stagione scorsa da Orlando ma senza dare un contributo significativo (ciò nonostante per lui estensione contrattuale per 4 anni da 92 milioni di dollari complessivi).In assenza di Murray, vedremo in cabina di regia Monte Morris e Facundo Campazzo dirigere l’orchestra Nuggets, con Barton solita scheggia impazzita alla ricerca di continuità, e il fondamentale apporto difensivo dalla panchina di Jeff e Jamychl Green.

Ma ovviamente è chiaro che tutto passerà dalle mani di quel trattato di pallacanestro potenzialmente da tripla doppia ad allacciata di scarpe che risponde al nome di Nikola Jokic.

PROBABILE QUINTETTO

Morris, Barton, Porter Jr., Gordon, Jokic

PRINCIPALI RISERVE

Campazzo, J. Green, Dozier, Rivers, JM. Green, Murray (infortunato)

COACH

Michael Malone


I Minnesota Timberwolves

Tanto talento ma per tanti motivi sempre poco assemblabile: in casa Timberwolves la musica non cambia nemmeno quest’anno. Che i vari Towns, Russell e Beasley possano essere potenzialmente la spina dorsale di una squadra da primi posti anche nella folta pattuglia di pretendenti della Western Conference è fuori discussione.

Ma la mancanza di leadership del centro, i guai fisici del play e quelli ancora più gravi fuori dal parquet della guardia titolare non hanno mai permesso a Minnesota di decollare.E l’interesse per una acquisizione di Ben Simmons (peraltro rispedita al mittente) dimostra che i dirigenti non hanno paura delle rivoluzioni in senso prettamente tecnico.

Ma nel frattempo le acquisizioni di veterani come Patrick Beverley e Taurean Prince lascia perplessi, soprattutto se sull’altare è stato sacrificato il ben voluto Ricky Rubio.

E dato che il Draft 2021 non ha portato sostanzialmente nulla, la vera speranza a Minnesota si chiama Anthony Edwards, prima scelta assoluta nel 2020: in costante crescita sul finale della scorsa stagione (guarda caso con Beasley out), in estate è cresciuto ulteriormente di statura e tanto da potersi candidare seriamente al ruolo di ala piccola titolare per sfruttare ancor meglio il suo atletismo e le sue ottime mani.

PROBABILE QUINTETTO

Russell, Beasley, Edwards, McDaniels, Towns

PRINCIPALI RISERVE

Beverley, Okogie, Prince, Layman, Reid

COACH

Chris Finch


I Portland Trail Blazers

Sarà la volta buona per il Dame Time? A giudicare dal mercato dei Portland Trail Blazer meglio non farsi illusioni, anzi la migliore notizia per i tifosi è proprio la permanenza di Lillard, dopo una estate di mezze frasi ma con una linea chiara da parte della stella con la maglia numero zero:” se devo restare datemi una squadra con cui me la posso perlomeno giocare”.

Lui per ora resta, ma la vera unica novità siederà in panchina, in quanto come head coach Chauncey Billups rileverà Stotts, che lascia dopo nove anni: si dice che l’ex campione con Detroit sia stato fortemente voluto proprio da Lillard, colpito dal suo carisma nonostante sia alla prima esperienza come capo allenatore.

Ma saprà fare di meglio con gli stessi uomini della scorsa stagione? Accanto Lillard, McCollum e Nurkic servirebbe un cast di supporto ben più talentuoso e soprattutto più profondo di quello che sarà a disposizione di Billups.Invece la dirigenza ha preferito rinnovare Norman Powell (arrivato a metà della stagione scorsa) per 5 anni a 90 milioni di dollari, lasciando partire Carmelo Anthony, Zach Collins ,Harry Giles, Enes Kanter e soprattutto Derrick Jones in luogo di Ben McLemore, Tony Snell, Cody Zeller e Larry Nance Jr. …

Pochi dubbi insomma sul fatto che Portland si sia molto indebolita, a meno che dalla panchina giocatori di talento come Simons e Dennis Smith jr. offrano qualcosa di più di quello fatto vedere sino ad oggi.

PROBABILE QUINTETTO

Lillard, McCollum, Powell, Covington, Nurkic

PRINCIPALI RISERVE

Simons, McLemore, Snell, Nance, Zeller, Chriss, Smith. jr

COACH

Chauncey Billups


I Detroit Pistons

Non sembrano esserci vie di mezzo per i DETROIT PISTONS: sorpresa dell’anno o uno dei peggiori record della Lega.E ovviamente tutto è legato all’impatto che avrà la prima scelta assoluta dell’ultimo Draft, Cade Cunningham.

La guardia di a Oklahoma State nel suo anno da freshman è stato sensazionale, e alle prime uscite nella Summer League ha lanciato segnali incoraggianti: saranno sufficienti per prendere per mano una franchigia che ha decisamente virato sulla linea verde, liberandosi di onerosi contratti (Griffin in primis)?

I vari Bey, Stewart e Hayes sono in ascesa e soprattutto il classe ‘94 Grant sin dalla scorsa stagione ha dimostrato doti di leader in campo, tanto che anche lui ha potuto mettersi al collo l’oro a Tokio con la nazionale USA.

A proposito di leader ed esperienza, con Kelly Olynyk (triennale da 37 milioni) hanno un sesto uomo di lusso in una squadra giovanissima.Sempre dalla panchina all’esperienza di Joseph si aggiunge la duttilità nel reparto lunghi di Trey Lyles; in cerca di rilancio invece l’ex quarta scelta assoluta di Phoenix nel Draft 2017 Josh Jackson e in cerca di continuità Hamidou Diallo, vincitore della gara delle schiacciate dell’All star Game 2019.

PROBABILE QUINTETTO

Hayes, Cunningham, Bey, Grant, Stewart

PRINCIPALI RISERVE

Diallo, Olynyk, Jackson, Joseph, Lyles

COACH

Dwane Casey


I Toronto Raptors

Dopo nove anni ed un titolo Nba, Kyle Lowry, giocatore simbolo della franchigia ha lasciato Toronto per accasarsi a Miami, lasciando i Raptors dopo una stagione da sole 27 vittorie, segno di una involuzione tecnica cominciata dopo l’anello del 2019, ovviamente con la partenza di Kawhi Leonard.

E per un Lowry che esce, c’è un Siakam fortemente tentato dai vari rumors durante l’estate appena trascorsa, che per ora resta; tutto da verificare il suo stato psicologico, ma chiaramente anche su di lui e sul suo fidato scudiero Anunoby Toronto farà affidamento per ritrovare un posto al sole nella Eastern Conference.

Con l’arrivo di Goran Dragic ad affiancare Van Vleet in cabina di regia e la conferma del talentuoso Gary Trent Jr., arrivato a Gennaio da Portland in cambio di Powell, c’è curiosità per vedere all’opera la 4ª scelta assoluta all’ultimo Draft Scottie Barnes, versatile guardia da Florida State.

Ma è dal reparto lunghi che ci si aspettano le cose migliori: Chris Boucher è oramai una certezza ma ha ancora ampi margini di miglioramento, mentre Precious Achiuwa, poderoso e dinamico lungo ancora tutto da formare cestisticamente ma dalle grandi potenzialità, dovrà garantire assieme a Birch energia dalla panchina.

PROBABILE QUINTETTO

VanVleet, Trent Jr., Anunoby, Siakam, Boucher

PRINCIPALI RISERVE

Dragic, Achiuwa, Birch, Barnes, Flynn

COACH

Nick Nurse


Gli Indiana Pacers

La stagione dei Pacers 20-21 è stata la peggiore negli ultimi sei anni, con un record di vittorie-sconfitte di 34-38, che gli hanno comunque permesso di partecipare ai playoff attraverso il torneo play-in., ma fermandosi immediatamente.

Con queste premesse l’avvicendamento al timone dell’allenatore Nate Bjorkgren è stata la prima e quasi obbligata mossa di mercato, sostituito da Rick Carlisle pochi giorni che quest’ultimo era stato rilasciato dai Dallas Mavericks. ‎Gli Indiana Pacers avevano tre scelte nel draft NBA 2021, due delle quali erano scelte al secondo turno; hanno selezionato la guardia tiratrice Chris Duarte con la 13a scelta assoluta, mentre le altre due sono state utilizzate in sede di mercato per arrivare al rookie Isaiah Jackson, scelto alle 22 dai Lakers.

Sempre sul mercato la franchigia ha ceduto Aaron Holiday e Doug McDermott e ha acquisito Torrey Craig, fresco campione della Western Conference con i Phoenix Suns; pochi movimenti dunque dato il già ottimo potenziale del roster, ma purtroppo la sfortuna continua con accanirsi con la franchigia dell’Indiana.

Il lungo degente T.J. Warren sembrava sulla via del recupero dopo la frattura da stress al piede sinistro che lo ha estromesso per gran parte della stagione scorsa, ma dopo le prime forzature durante gli allenamenti ad Agosto i Pacers lo hanno messo fuori a tempo indeterminato, sperando come detto da Carlisle che si tratti di uno stop di qualche settimana e non di mesi.

Ma anche lo sfortunato Caris LeVert non se la passa meglio: la guardia ex Nets, a cui a Gennaio 2021 era stata riscontrata una massa cancerogena nel rene che ha richiesto un’operazione chirurgica( tornando in campo a marzo e garantendo 20.2 punti, 4.6 rimbalzi e 4.9 assist in 35 partite ai Pacers, tutte da titolare), è stato fermato da una frattura (sempre da stress) a una non meglio precisata parte della schiena, che come minimo lo terrà fuori il primo mese di gare.

Come se non bastasse si è fermato pure Sumner: per lui rottura del tendine d’Achille e stagione praticamente già conclusa.Con queste premesse, Carlisle chiederà gli sforzi extra al trio Brogdon-Sabonis-Turner, confidando in un Jeremy Land dei giorni migliori sperando in un rapido inserimento dei rookie Duarte e Jackson in uscita da una panchina che punterà su T.J. McConnell, confermatissimo, Brissett Bitadze e Justin Holiday.

PROBABILE QUINTETTO

Brogdon-Lamb (LeVert)-Craig (Warren)-Sabonis-Turner

PRINCIPALI RISERVE

McConnell, Duarte, Brisset, Bitadze, J.Holiday, Jackson

COACH

Rick Carlisle


I San Antonio Spurs

Chiudere con il passato definitivamente: Gregg Popovich e R.C. Buford hanno deciso di salutare DeMar DeRozan, Patty Mills e Rudy Gay, gli ultimi veterani della vecchia guardia neroargento per puntare sulla linea verde, eccezion fatta per gli arrivi di Thaddeus Young – 14 stagioni Nba alle spalle – e Al-Farouq Aminu (11) per allungare le rotazioni.

Con l’arrivo di Doug McDermott, il ritorno di Bryn Forbes e l’acquisizione di Zach Collins per dar consistenza sotto le plance, San Antonio vuole crescere sulla scia di quanto cominciato negli ultimi due anni.

Dejounte Murray, Keldon Johnson, Derrick White, Lonnie Walker, Devin Vassell sono una gran buona base su cui continuare a lavorare, e la scelta n.12 del Draft, il canadese Joshua Primo, è una scommessa affascinante, dato che le quotazioni lo davano ben più indietroJakob Poeltl e Drew Eubanks non saranno certo i nuovi Duncan e Robinson ma a livello di presenza fisica sono gli ideali comprimari su cui fare affidamento.

PROBABILE QUINTETTO

Murray, White, Johnson, Young, Poeltl.

PRINCIPALI RISERVE

Walker IV, McDermott, Primo, Vassell, Forbes, Collins.

COACH

Gregg Popovich


I Whashington Wizards

Bradley Beal, roster rivoluzionato e un esordiente coach figlio d’arte…sono questi gli ingredienti con cui i nuovi Wizard si affacciano alla prossima stagione.Il vicecapocannoniere della scorsa stagione per la verità è stato davvero vicino alla trade, dopo anni a tirare la carretta, ma per ora è ancora la stella più luminosa della capitale.

Attorno a lui il roster di Washington ha avuto un restyling totale in questa offseason, in particolare attraverso uno scambio di cinque squadre all’inizio di agosto ;ecco quindi Spencer Dinwiddie, Kyle Kuzma, Montrezl Harrell, Kentavious Caldwell-Pope e Aaron Holiday.Dinwiddie, con una media di 20,6 punti a partita nella sua ultima stagione completa a Brooklyn, fornisce una costante minaccia e prima si adatterà accanto a Bradley Beal, prima Washington potrà decollare; l’eredità non è da poco (Westbrook lo scorso anno e Wall), e la ruggine post infortunio potrebbe farsi sentire all’inizio, ma il talento non manca, la personalità nemmeno.

Dalla panchina in posizione di play si alterneranno Raul Neto, che è tornato in squadra come free agent, e Holiday .Caldwell-Pope, Kuzma (chiamato a dare una svolta alla sua carriera dopo il discusso periodo Lakers) e la 15ª scelta assoluta, Corey Kispert tiratore micidiale da Gonzaga University, si uniscono ai giocatori di rotazione Deni Avdija, Davis Bertans e Rui Hachimura.Sotto le plance non vedremo per ora Thomas Bryant , ancora lontano dal rientro in campo dopo la rottura del legamento crociato del ginocchio che gli ha fatto saltare in pratica tutta la stagione, quindi saranno Harrell e il sempre più incisivo Gafford a contendersi minuti nel ruolo di centro.Infine l’allenatore, l’esordiente Wes Unzeld Jr., figlio del compianto Hall of famer Wes Unzeld, campione NBA con Washington nel 1978, unico titolo della franchigia, scomparso poco più di un anno fa.

PROBABILE QUINTETTO

Dinwiddie, Beal, Caldwell-Pope, Hachimura, Bryant.

PRINCIPALI RISERVE

Holiday, Avdija, Kuzma, Bertans, Harrell, Neto, Gafford.

COACH

Wes Unzeld Jr.


I Sacramento Kings

Tra mal di pancia e mancanza di idee, i Kings di coach Luke Walton si apprestano salvo sorprese ad un’altra stagione di sofferenza nella Western Conference .Il mal di pancia è quello di Buddy Hield, il quale si vedeva già in maglia Lakers prima del naufragio della sua trade a L.A. Hield resta un problema da risolvere per i Kings (Walton la scorsa stagione lo ha addirittura relegato sesto uomo), che vorrebbero provare a convincere i 76ers a privarsi di Simmons senza però mettere sul piatto né Fox né Haliburton.

Davvero difficile pensare che Phila possa cedere a queste condizioni.Il mercato non ha regalato un granchè: sotto canestro un lungo come Tristan Thompson in grado di dare una mano alla peggior difesa, almeno dal punto di vista statistico, della Nba nella passata stagione e la scelta al draft di Davion Mitchell, che ha fatto molto bene anche nella Summer League, sembra sensata.

L’ex play di Baylor è un signor difensore e può dare un contributo importante dalla panchina già nel suo anno da rookie. Torna a Sacramento anche l’ucraino Alex Len che firma un biennale da 7,6 milioni con la franchigia californiana.

Tutto insomma ancora nelle mani e nel talento di De’Aaron Fox, ma attorno a lui le solite incognite: il contributo di Barnes non all’altezza del suo contratto, la tenuta fisica di Bagley, mai nelle possibilità di esprimere il suo grande talento, e la questione Hield.La solidita’ di Holmes e la crescita esponenziale di Haliburton non sembrano sufficenti per far dormire sogni tranquilli ai tifosi dei Kings: al campo l’ardua sentenza.

PROBABILE QUINTETTO

Fox, Hield, Barnes, Bagley III, Holmes.

PRINCIPALI RISERVE

Haliburton, Mitchell, Harkless, Len, Thompson.

COACH

Luke Walton


I Cleveland Cavaliers

Un record negativo di 22-50 nella stagione appena trascorsa non è certo un buon punto di partenza; eppure è fuor di dubbio che i Cleveland Cavaliers di coach J.B. Bickerstaff sono stati penalizzati da una serie infinita di infortuni, hanno perso giocatori chiave per lunghi tratti (Allen su tutti), hanno giocato gran parte dell’anno senza una guardia di riserva, hanno usato più di 20 formazioni di partenza diverse e non hanno mai trovato coerenza all’interno del roster.‎

Ritenendo dunque di avere una buona base su cui ripartire, il front office di Cleveland ha deciso di migliorare il roster in questa offseason, acquisendo il veterano Ricky Rubio, Lauri Markkanen, firmando il veterano dell’EuroLeague Kevin Pangos e l’ex scelta del primo turno Denzel Valentine.‎

Ma soprattutto scegliendo al Draft alla numero 3 una potenziale stella nell’atletico e versatile lungo di Usc Evan Mobley.Il mercato potrebbe non essere finito qui: durante tutta l’estate Cleveland è stata una delle pretendenti alla corsa a Ben Simmons.

E con il play in rotta con proprietà e compagni gli orizzonti non sono ancora ben chiari ma nemmeno chiusi; certo impensabile che una trade con Simmons non possa non toccare il duo Garland-Sexton, l’asse del gioco della franchigia dell’Ohio, ma il sogno proibito della dirigenza Cavaliers è sempre stato quello di mettere sul piatto della bilancia Kevin Love, oramai fuori dal progetto tecnico della squadra.

Risposte negative in tal senso da Phila, ma con la stagione prossima a partire chissà..La dirigenza poi non ha giocato al risparmio accorandosi per il rinnovo, a una cifra decisamente alta (100 milioni per cinque anni), con Jarrett Allen, a cui arriva a dar man forte sotto i tabelloni oltre al già citato Mobley il gigante Tacko Fall (226 cm!!) da Boston.

PROBABILE QUINTETTO

Garland, Sexton, Okoro, Markkanen, Allen

PRINCIPALI RISERVE

Rubio, Osman, Mobley, Love, Valentine, Pangos, Wade, Fall

COACH

JB Bickerstaff


Gli Houston Rockets

Gli Houston Rockets ripartono (almeno per ora) da John Wall e Christian Wood e hanno scelto di ricostruire puntando su tante giovani promesse e alcuni veterani.Il nome nuovo in casa Houston Rockets è certamente quello della guardia californiana Jalen Green, classe 2002 e 2ª scelta assoluta nell’ultimo Draft. Green non è passato dal college, ma ha scelto di giocare in G-League per prepararsi ai professionisti.

Straripante atletismo e capacità offensive dovranno essere supportate anche da capacità difensive, ma le premesse sono ottime.

Oltre a Green, Houston ha scelto di puntare molto sui giovani durante l’offseason (Usman Garuba, Josh Christopher, Alperen Sengun) e conta di beneficiare dei miglioramenti di Kevin Porter Jr. (2000) e Kenyon Martin Jr. (2001), entrambi con un impatto positivo la scorsa regular season e dotati di qualità ed istinti cestistici importanti.

Il già citato Christian Wood oramai è una certezza sotto i tabelloni, e se garantirà tenuta fisica potrebbe essere vero l’ago della bilancia per i texaniIl nodo però rimane: cosa fara’ John Wall? Le ipotesi di trade con Phila per Ben Simmons sono sempre in piedi, più in generale l’ex Wizard non si vede proprio come chioccia per giovani , ma piuttosto protagonista in una squadra da alte posizioni.

Un giocatore importante come lui che rimane malvolentieri potrebbe essere un peso enorme da pagare per una squadra in ricostruzione e alla ricerca di certezze.

PROBABILE QUINTETTO

Wall, Porter Jr., Green, Tate, Wood

PRINCIPALI RISERVE

Gordon, Augustin, Theis, Martin, House

COACH

Stephen Silas


Gli Charlotte Hornets

All in su LaMelo, sperando che la malasorte della stagione 20-21 abbia esaurito le sue cartucce.Finche’ infatti il rookie of the year non si è rotto il polso destro, la franchigia del presidente Michael Jordan ha giocato a tratti un’ottima pallacanestro.

In questa ottica la squadra di coach James Borrego punta decisamente con la continuità : tante conferme durante l’offseason: ovviamente LaMelo Ball, Gordon Hayward, (anche lui fermo ai box per diverso tempo), Terry Rozier, il solido e affidabile Pj. Washington e l’esplosivo Miles Bridges che ha spesso in partita incendiato gli spalti.A loro si aggiunge Kelly Oubre Jr., reduce da una stagione sotto le aspettative a Golden State, ma pedina considerata importante su entrambi i lati del campo (per lui biennale da oltre 26 milioni di dollari).Inoltre la franchigia del North Carolina ha firmato un giocatore d’esperienza come Ish Smith nel backcourt, un cambio importante e necessario vista la partenza di Devonte’ Graham, segno evidente che le chiavi del gioco passano definitivamente nella mani di Ball.

Charlotte ha pescato anche dal Draft, ottenendo la guardia da UConn James Bouknight (11ª scelta), operato un piccolo restyling nel reparto lunghi (via Cody Zeller e Bismack Biyombo) e firmando Plumlee.

PROBABILE QUINTETTO

Ball, Rozier, Hayward, Washington, Plumlee

PRINCIPALI RISERVE

Bridges, Oubre Jr., Smith, McDaniels, Bouknight

COACH

James Borrego


Gli Orlando Magic

E’ stata la squadra più chiacchierata dello scorso anno, per via di quel clamoroso smantellamento a gennaio in cui privandosi di gente del calibro di Vucevic, Gordon e Fournier ha difatto issato il cartello “lavori in corso”, abbandonando definitivamente qualsiasi velleità stagionale.

Non che i Magic ambissero a molto, dovendo già rinunciare sin da inizio anno a Jonathan Isaac e molto presto anche a Markel Fultz; e il loro ritorno ancora da definire nelle tempistiche rimane la più grossa incognita in una squadra in cui due “delusi” del mercato di Gennaio, Gary Harris e Carter jr. dovranno dimostrare di avere ben altre motivazioni rispetto a quello dimostrato nel finale della passata stagione.

Il primo tassello della ricostruzione ha il volto e il talento di Jalen Suggs: la quinta scelta assoluta del Draft, guardia da Gonzaga University, può giocare entrambi i ruoli da esterno, eccelle su tutte e due le metà campo, feroce in difesa grazie ai trascorsi da giocatore di football e ottime capacità realizzative.

Scelto alla 8 invece è Franz Wagner, fratello di Moritz che ritrova come compagno di squadra, prospetto interessante ma forse in quella posizione si poteva scegliere di meglio.Attesi ad un definitivo salto di qualità il play Cole Anthony e soprattutto il centro Mo Bamba, attributi fisici devastanti ma deficit di personalità ancora troppo evidente.

PROBABILE QUINTETTO

Suggs, Harris, Ross, Isaac, Carter jr

PRINCIPALI RISERVE

Anthony, Fultz, Franz Wagner, Okeke, Bamba, M.Wagner

COACH

Jamahl Mosley


I New Orleans Pelicans

I New Orleans Pelicans sono chiamati a risorgere, dopo tre stagioni alquanto sottotono, e la rinascita passa inevitabilmente dalla forza della natura con il numero 1, ossia Zion Williamson.

Il prodotto dei Duke Blue Devils è lontano dall’essere un giocatore definitivamente plasmato, poiché la sua difesa e il suo attacco necessitano ancora lavoro; ma a sua scusante oltre gli infortuni patiti vi è anche la mancanza di continuità da un punto di vista sia di guida tecnica che di supporting cast in campo.

Willie Green infatti sarà il terzo allenatore in tre anni a guidare una franchigia che non accede alla postseason dal 2018, e tre dei quattro giocatori che hanno registrato il maggior numero di minuti intorno a Williamson la scorsa stagione (Eric Bledsoe, Lonzo Ball e Steven Adams) sono andati via; nella sua prima stagione come head coach quindi, Green dovrà mettere insieme tre nuovi titolari al fianco di Williamson e Brandon Ingram. In questo senso, l’arrivo come assistente come Mike D’Antoni probabilmente si rivelera’ prezioso, specialmente sul fronte offensivo.‎

New Orleans ha completato uno scambio a tre squadre in agosto con Memphis e Charlotte ottenendo rispettivamente al centro Jonas Valanciunas e alla guardia Devonte’Graham.

Oltre a Graham, i Pelicans hanno acquisito Garrett Temple e Tomas Satoransky e hanno rifirmato Josh Hart per un backcourt che include anche Nickeil Alexander-Walker, la scelta del primo turno del 2020 Kira Lewis Jr. e dal Draft 2021 con la 17esima scelta l’ala Trey Murphy III, inserito nell’ultima Summer League nel primo quintetto del torneo.

Grosso punto interrogativo riguarda Jaxon Hayes, coinvolto in spiacevoli vicende fuori dal campo

PROBABILE QUINTETTO

Graham- Alexander Walker-Ingram-Williamson-Valenciunas

PRINCIPALI RISERVE

Satoransky-Temple-Adams-Hart-W.Hernangomez-Lewis-Murphy III

COACH

Willie Green


I Memphis Grizzlies

Reduci dalla prima apparizione in postseason dal 2016-17, Memphis ha resistito alla tentazione di rivoluzionare il roster, puntando sulla valorizzazione del suo giovane gruppo, sacrificando però Jonas Valanciunas, il miglior rimbalzista della squadra e il secondo miglior marcatore della scorsa stagione, e il tiratore Grayson Allen.

Si riparte ovviamente da Ja Morant, che la scorsa stagione in particolare ha compiuto passi da gigante soprattutto in termini di leader e personalita’ (il suo atletismo era noto sin dai tempi dell’Univerista’ di Murray State) e che è pronto per trascinare il gruppo guidato da coach Taylor Jenkins.Al suo fianco si rivedrà finalmente Jaren Jackson Jr. :dopo aver entusiasmato la NBA nel 2019-20 producendo una sensazionale stagione di tiro da 3 punti (39,4% da 3 punti su 6,5 tentativi a partita), ha giocato solo 11 partite la scorsa stagione a causa di un menisco rotto.

Morant e Jackson hanno entrambi solo 22 anni, e sul campo assieme promettono scintille.Sulla linea della continuità ritroviamo nel quintetto in maglia Grizzlies Dillon Brooks e Kyle Anderson, mentre il partente Valenciunas è stato rimpiazzato dal veterano Steven Adams, meno prolifico in attacco ma pedina importante per l’assetto difensivo.

Sul fronte arrivi Memphis Grizzlies ha acquisito Jarrett Culver in uno scambio con i Minnesota Timberwolves; Culver è ancora estremamente giovane e potrebbe diventare un grande progetto di sviluppo per questa organizzazione, insieme alle pesche dal Draft come l’ala Ziarie Williams e l’ala centro Santi Aldama.Sul fronte panchina ci si aspetta molto da Brandon Clarke, che nella scorsa stagione ha regalato lampi di classe ma un pò in calo verso fine anno; al suo fianco cercheranno minuti il giovane Desmond Bane, e i navigati Tyus Jones Kris Dunn e John Konchar.

POSSIBILE QUINTETTO

Morant- Brooks-Anderson-Jackson jr.-Adams

PRINCIPALI RISERVE

Jones-Dunn-Culver-Clarke-Williams-Konchar-Bane

COACH

Taylor Jenkins


Gli Oklahoma City Thunder

Inutile girarci intorno, per gli Oklahoma City Thunder si trattera’ di un’altra stagione di transizione con lo sguardo già rivolto alla NBA Draft Lottery nel 2022. E come potrebbe essere il contrario per un club che ora si trova con 18 scelte del primo turno e 18 scelte del secondo turno nei prossimi anni??

Appare quindi scontato che l’unica mossa importante che OKC ha eseguito in questa offseason è stata ‎‎la firma di Gilgeous-Alexander con la estensione‎ massima di cinque anni: sara’ quindi lui insiema a Luguentz Dort l’asse attorno a cui coach Mark Daigneault cercherà di imbastire una squadra capace se non altro di limitare i danni.

Sotto le plance Derrick Favors farà da chioccia ai giovani Aleksej Pokusevski e Darius Bazley, mentre dal Draft arriva la guardia Josh Giddey con la sesta scelta assoluta. Il resto del roster non presenta nomi altisonanti, con giovani in rampa di lancio( Maledon, Roby) e giocatori in cerca di rilancio (D.J. Wilson, Muscala, Jerome).

PROBABILE QUINTETTO

Dort-Giddey-Gilgeous-Alexander-Bazley-Favors

PRINCIPALI RISERVE

Pokusevski- Maledon-Roby-Wilson-Muscale-Jerome

COACH

Mark Daigneault


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