Ci spostiamo ad ovest, per l’assegnazione degli Award di Passione Basket relativa alle migliori performance nell’ultima settimana. Ecco le nostre scelte:

𝐌𝐕𝐏

𝐉𝐚𝐦𝐞𝐬 𝐋𝐞𝐛𝐫𝐨𝐧 (Los Angeles Lakers)

Il 30 Dicembre compirà 39 anni, ma visto sul campo non si direbbe, soprattutto quando c’è un obiettivo alla portata. E dai quarti in poi dell’In-Season Tournament per James c’era un solo pensiero: alzare entrambe le coppe in palio, quella di Mvp e quella di squadra, sotto le luci di una città come Las Vegas, che presto lo potrebbe vedere coinvolto nella nascita di una nuova franchigia da portare in Nba.

Contro il nemico-amico di tante battaglie Kevin Durant nei quarti di finale, conduce i suoi con 31 punti, 8 rimbalzi e 11 assist, anche se la giocata di cui si parlerà più a lungo è il time-out da lui chiamato a pochi secondi dalla fine, e concesso dagli arbitri nonostante il suo compagno Reaves non sembrasse in pieno possesso del pallone. Ancora più dominante in semifinale, dove archivia la pratica New Orleans Pelicans con 30 punti e 8 assist in meno di 23 minuti, rimanendo spettatore da metà terzo quarto con i suoi sopra di 30 punti per prepararsi al meglio la finale di questa notte, dove per una volta ha lasciato le luci della ribalta ai compagni (Davis e Reaves su tutti), ma chiudendo in doppia doppia con 24 punti e 11 rimbalzi.

𝐌𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎𝐑 𝐑𝐎𝐎𝐊𝐈𝐄

𝐕𝐢𝐜𝐭𝐨𝐫 𝐖𝐞𝐦𝐛𝐚𝐧𝐲𝐚𝐦𝐚 (San Antonio Spurs)

San Antonio non vince una gara dal 2 Novembre, e la scelta numero uno del Draft non può essere esente da colpe, nonostante sia sempre uno dei pochi a salvarsi. Una stagione regolare comunque da doppia doppia di media (19.0 punti e 10.2 rimbalzi) sino ad ora ne fanno il candidato numero uno assieme a Chet Holmgren di Oklahoma per il titolo di rookie dell’anno, e questa settimana nella sconfitta contro Chicago è diventato il più giovane giocatore della storia Nba a raggiungere una doppia doppia da almeno 20 punti e 20 rimbalzi (21+20 per lui in 32 minuti). Numeri che il francese baratterebbe volentieri per riassaporare una vittoria che manca da ben 16 turni…

𝐌𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎𝐑𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄

𝐀𝐧𝐭𝐡𝐨𝐧𝐲 𝐃𝐚𝐯𝐢𝐬 (Los Angeles Lakers)

In doppia doppia di punti e rimbalzi in 19 delle 22 partite disputate questa stagione, ma solo 3 volte oltre i 30 punti, l’ex prima scelta assoluta di New Orleans ruba il proscenio a James nella finale contro gli Indiana Pacers dell’In-Season Tournament : 41 punti, 20 rimbalzi, 5 assist e 4 stoppate sono numeri che non si vedevano da oltre 30 anni, e gli unici prima di lui a riuscirci in canotta Lakers erano stati due mostri sacri come Elgin Baylor e Wilt Chamberlain. Il tutto con 15/23 al tiro e 9/13 ai liberi, ma soprattutto grande contributo in difesa contro il miglior attacco del campionato; come nel caso di Embiid, i malanni fisici per AD sono sempre dietro l’angolo e nel terzo quarto un fastidio all’inguine ha fatto trattenere il fiato a coach Ham, che però ha potuto contare su di lui per il finale di gara, dove realizza 13 punti negli ultimi 7 minuti di gara.

𝐌𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎𝐑 𝐂𝐎𝐀𝐂𝐇

𝐂𝐡𝐫𝐢𝐬 𝐅𝐢𝐧𝐜𝐡 (Minnesota Timberwolves)

Affinche’ i premi non diventino un plebiscito Lakers, premiamo per la seconda settimana di fila il coach della squadra con il miglior record in assoluto della lega (17-4): San Antonio e Memphis non erano certo ostacoli insormontabili, ma per Towns e compagni dal primo Novembre siamo a quota 16 vittorie su 18 partite. Minnesota continua ad avere la miglior difesa della Lega per punti concessi (106.2) e la seconda per stoppate (6.6 a partita); indubbiamente la crescita esponenziale di rendimento difensivo di Gobert (due partite consecutive con 20 rimbalzi questa settimana) rispetto alla scorsa stagione è decisiva, ma encomiabile è anche il lavoro di Milton, Anderson, Reid, nonché dello stesso Edwards che aldilà delle sue elevato doti da attaccante spesso prende in consegna in difesa l’avversario più pericoloso. Purtroppo per coach Finch, nella partita contro Memphis il suo giovane leader ha preso un brutto colpo alla stessa anca che lo aveva messo ko per un paio di partite, ed è uscito in maniera precauzionale dopo pochi minuti: vedremo se 4 giorni di riposo prima della trasferta di New Orleans saranno sufficienti per un suo pieno recupero.

Autore

  • Daniele De Santis

    Nba, un amore a prima vista sin da ragazzino… il poco basket dal vivo dalle sue parti sopperito da “divoratore” di tabellini e notizie sui giornali, radio e tv fino ai giorni nostri grazie al web. Con breve esperienza da addetto stampa nella pallavolo femminile e collaboratore di testate giornalistiche, per Passione Basket cura rubriche sulla Nba ed è uno dei volti delle nostre “PB Talkings Serie A1” del lunedi sera.

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