Intervista a Stefano Bizzozi

Intervista a Stefano Bizzozi

Lo sport incarna importanti valori, che possono aiutarti a modificare in meglio la vita di tutti i giorni. Come ho scritto qualche tempo fa, lo sport ti fa battere te stesso, ed in quello stesso momento ti insegna a dare una mano a chi sta vivendo con te il tuo stesso sforzo.

STEFANO BIZZOZI

Delle volte lo sport entra in simbiosi con la solidarietà, talvolta invece ne è sinonimo. Quando questo accade, è sempre merito di persone speciali, figure con background importante alle spalle che mettono a disposizione il loro sapere e la loro passione per nobili cause.

E’ questo il caso di coach Stefano Bizzozi, una persona speciale con cui abbiamo avuto l’opportunità di scambiare qualche chiacchiera. A Stefano piu che soffermarci sulla sua carriera, abbiamo chiesto della sua esperienza in Africa, dell’associazione “Sport Around The World” di cui e fondatore e delle iniziative di solidarietà portate a termine, in corso ed in progetto.

Un bell’articolo che ci invita a riflettere sui valori fondamentali dell’esistenza, attraverso la nostra amata pallacanestro.

Buona lettura!


Qual’è stato il tuo primo contatto ed in che modo si è creata per te l’occasione di iniziare la tua esperienza in Africa?

Nel passato, durante il mio periodo alla Scavolini, avevamo fondato una iniziativa, il Programma giovani Scavolini: una rete di club  di pallacanestro in Italia,  Europa e mondo legati da un comune modo di pensare lo sport. Mi ero chiesto il tipo di esempio da dare ai nostri giovani, che dovevano essere considerate come persone a 360°, che sensibilità e maturità richiedere. Non so se abbiamo fatto bene, ma in questo modo sono lartite delle iniziative a favore di una scuola in Eritrea, in Brasile, in Argentina. Anni dopo la richiesta di andare fisicamente in Africa è stata una diretta conseguenza di questo inizio.

Qual’è stato il tuo primo approccio, l’impressione a freddo?L’approccio un po’ incosciente non sapendo cosa avrei trovato e come mi sarei comportato.

L’Africa però è un continente che ti rapisce. Tutto è stato facile. Il primo paese è stato il Cameroun, il villaggio Shisong. Dove si gioca basket ancora, dove ho molti amici con cui mi sento regolarmente, i nostri primi ragazzi sono ormai cresciuti: era il 2006.

Associazione Sport Around The World, una realtà di cui sei il fondatore. Raccontaci come è nata l’idea e quali sono le principali attività svolte.

Come dicevo è nata nel 2011 con l’idea di creare una sensibilità ai nostri giovani e di provare a realizzare il diritto al gioco in alcuni paesi africani, in zone anche lontane dalle metropoli. Abbiamo solo un campo in una grande città, Yaoundé, la capitale del Camerun. Le attività le svolgiamo in Camerun, Rwanda, eSwatini, Tanzania, Repubblica Democratica del Congo. Oltre a strutture sportive, campi da basket in generale dove poter giocare anche a volley, pallamano o calcio, abbiamo realizzato un orfanotrofio per 65 bambini e stiamo terminando un dormitorio di 400 mq. per una scuola. Abbiamo diverse iniziative, come adottare a distanza uno studente-atleta, e in fase di realizzazione altri progetti. Lo sport come modo diverso di autodeterminarsi e “scusa” per “fare” altro.

“Il gioco come diritto fondamentale di ogni bambino”: quanto questo tema ha influenzato le tue azioni?

Siamo influenzati dagli articoli 31/34 per i diritti dell’infanzia delle Nazioni Unite.Ci sentiamo privilegiati e grati per essere riusciti a realizzare queste minime cose in un continente straordinario. Facciamo quello che sappiamo fare, provando con umiltà ad aiutare concretamente un certo tipo di crescita, basato sulle esigenze comuni a tutti i giovani del mondo. E che in alcune zone del mondo sono meno facili da ottenere, o non ci sono affatto. Lo dico con grandissimo e profondo rispetto. Anche noi siamo arricchiti così nelle nostre mancanze.

Cosa cerchi di portare in questo progetto della tua grande esperienza professionale, ma anche di vita?

Continuo a parlare sempre a nome mio, ma anche di tutti i compagni che fanno il mio stesso percorso. Direi una parola, un tentativo di generosità, che si è auto alimentata nel tempo e ci coinvolge. Imparando da quello che facciamo ogni giorno. Provando sempre a fare meglio.

Quali sono le maggiori soddisfazioni che hai raccolto a livello personale: c’è qualche aneddoto che ti andrebbe di raccontarci? 

Gli aneddoti sono moltissimi, rispondo così: c’è un nostro documentario accessibile a tutti su you tube girato in Rwanda. Li si possono vedere alcune cose fatte, altre da fare, ma ora realizzate (era il 2014) e qualche aneddoto…

DOCUMENTARIO MISSIONE RWANDA 2014

Tanto, tantissimo è stato già fatto. Quali sono invece i principali obiettivi per il futuro?

Per il futuro terminare a breve il dormitorio a Busasamana, trovare i fondi per un progetto che abbiamo chiamato Stoffa da campioni, realizzare un nuovo centro sportivo in Rwanda, e ottenere altri fondi per migliorare il livello di alimentazione nell’orfanotrofio di Ebolowa. Lo sport come dicevo è in certi casi anche la “scusa”, il mezzo. In Stoffa da campioni vogliamo creare una sartoria, dove far lavorare ragazze madri, permettere ai loro figli di studiare nella grande sala che già abbiamo e fuori di questa il campo da basket dove giocare.

Quali sono i valori del basket che riscuotono maggior interesse fra i bambini ed i ragazzi di queste zone meno fortunate? 

Lo sport ti fa capire che col tuo impegno puoi realizzare un differente modo di autodeterminarti. Puoi conquistarti delle cose con la tua attività. Ha spesso una ricaduta positiva su tutto. Poi ti permette una maggiore socializzazione. Cosa complessa e difficile in certe zone africane, se pensiamo a tragedie successe in un recente passato. O ad instabilità ed insicurezza ancora presenti.

Basket / Africa / Solidarietà: cosa vuol dire questo trinomio per la tua vita e come l’ha trasformata, anche intermini di sacrifici?

Assieme ai nostri amici impegnati con l’Associazione,  significa trovare tempo nella nostra giornata fuori dagli orari di lavoro. La cosa non pesa. Siamo felici di farlo. Nella vita credo di avere imparato a dare il giusto peso alle cose e di avere più chiaro cosa significhi il superfluo. Molte cose direi di cui ci sentiamo dipendenti nel quotidiano, sono spesso superfluo. L’ho imparato in Africa.

Ringraziandoti e salutandoti, ti chiediamo di allestire per gli amici di PassioneBasket.it uno spot pro-pallacanestro!

Direi a questo punto lo sport: lo sport incarna importanti valori, che possono aiutarti a modificare in meglio la vita di tutti i giorni. Come ho scritto qualche tempo fa, lo sport ti fa battere te stesso, ed in quello stesso momento ti insegna a dare una mano a chi sta vivendo con te il tuo stesso sforzo.

Vinci e perdi qualcosa allo stesso tempo perché tutti siano migliori. Per chi volesse vedere più su quello che facciamo, siamo su facebook e instagram, il nostro sito www.sportsaroundtheworld.org 

Per chi volesse donare il suo 5×1000 il nostro codice fiscale è 91039820344


Un sentito ringraziamento a Stefano Bizzozi per la sua disponibilità ed un grande in bocca al lupo per tutti i progetti e le iniziative portate avanti dalla sua Associazione!


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