Intervista a Manuel Diomede Scatozzi

Intervista a Manuel Diomede Scatozzi
Soggetto: Manuel Diomede Scatozzi. Copyright foto by Manuel Diomede Scatozzi

Lo Staff di Passione Basket ha avuto il piacere di intervistare Manuel Diomede Scatozzi, giocatore in forza alla Virtus Arechi Salerno, che si è reso disponibile per una intervista tramite messaggistica Facebook ed a cui vanno i nostri più sinceri ringraziamenti per il tempo che ci ha dedicato.

Manuel, anzitutto grazie della disponibilità per il tuo intervento sulle nostre pagine. La prima domanda che vogliamo rivolgerti è che opinione ti sei fatto di questa stagione del basket italiano? E’ stato giusto dichiarare conclusi tutti i tornei o c’è stata troppa fretta?

“Beh, per quanto riguarda la situazione dei campionati, penso sia stato giusto interromperla tempestivamente in quanto stiamo vivendo una situazione molto pericolosa, con alto rischio di contagio, e giocare a basket che è uno sport di contatto sarebbe stata una situazione controproducente.

E’ anche vero però che avrei aspettato un altro pò a dichiararlo conclusi, un pò come sta succedendo nel calcio. Va considerato però che le società di Serie B per la maggior parte hanno optato per la chiusura anticipata perchè non avevano più disponibilità economica data la situazione.

Considerando tutto ciò, credo che la chiusura anticipata dei campionati fosse l’unica possibilità.”

Come immagini la ripresa?

“La immagino sicuramente complicata: anzitutto bisognerà vedere come evolverà la riapertura generale prevista per il 4 Maggio, perchè se ci dovessero essere problemi sarebbe insensato parlare di riapertura dei campionati a Settembre, tant’è che girano voci che la riapertura del basket italiano possa avvenire a Gennaio 2021.

Personalmente spero che non sia così, che magari si possa ripartire a Settembre, anche a porte chiuse, almeno per i primi due mesi.

Anche perchè per noi giocatori che abbiamo fatto del basket una professione, anche se la Serie B e la A2 non sono campionati professionistici, stare tanti mesi senza uno stipendio, avendo perso anche gli ultimi tre di questa stagione, sarebbe davvero una situazione complicata.”

Andiamo sul personale… Nella tua carriera con quale allenatore ti sei trovato meglio? E con quale giocatore hai legato di più?

“L’allenatore con cui mi sono trovato meglio è Sorgentone, sicuramente il più importante nella mia carriera, in quanto l’ho avuto per tanti anni, soprattutto quando ero giovane, avevo 19 anni, e mi ha fatto fare il salto di qualità,interpretando la pallacanestro in maniera diversa rispetto a quanto fatto nelle giovanili, e mi ha fatto crescere tanto.

Per il resto ho legato quasi con tutti gli allenatori, non ho mai avuto problemi di questo genere. Per quanto riguarda il giocatore con cui ho legato di più, l’anno scorso è stato sicuramente uno dei più belli, anche se abbiamo perso la finale.

Ho legato con tutti, sono nate amicizie, come con Maggio, Sanna, Tortù, Leggio, ma quasi con tutti, tant’è che sono venuti al mio matrimonio.

Forse però quello con cui sono più legato è Edoardo D’Emidio perchè ci siamo conosciuti che eravamo veramente giovani e siamo amici ancora tutt’oggi, ci sentiamo spesso, quindi si penso sia lui quello con cui ho legato di più e da più tempo.”

Giochi nella Virtus Arechi Salerno. Ti rivedi in in questa maglia? La città di Salerno a tuo parere è succube del calcio o il basket potrebbe guadagnare posizioni?

“La maglia della Virtus Arechi Salerno ha un sapore speciale per me perchè grazie a questa società sono tornato a giocare in Campania dopo essere andato via a 16 anni, poi sono anche Capitano, la Città mi fa impazzire, il mare, la Costiera, mi piace davvero tanto, quindi sicuramente mi ci rivedrei.

Purtroppo la situazione attuale sta creando delle difficoltà un pò a tutti e sicuramente anche il presidente Renzullo sta valutando la situazione per poi ripartire la prossima stagione, ed insieme a lui vedremo come muoverci.

A Salerno il calcio regna sovrano: c’è una passione qui per il calcio veramente forte. Io vengo da Benevento dove anche li il calcio è molto seguito ma non credo che la passione possa essere paragonata a quella di Salerno. Qui vedo gente correre per strada con la maglia della Salernitana, quindi vivono di calcio.

Però il basket in questi 3-4 anni da quando il presidente Renzullo ha portato di nuovo il basket ad un livello importante, è cresciuta molto la passione per questo sport, lo abbiamo notato l’anno scorso quando siamo arrivati in finale e quest’anno il pubblico era molto più numeroso già dalla Regoular Season.

Il movimento quindi era in fase di crescita e spero che possa continuare, e che questa pandemia non rovini tutto quello che avevamo creato.”

Chiudiamo l intervista con una considerazione generale. Qualche giorno fa Vacirca ha prospettato un progetto da “Club Italia” per la Vanoli Cremona. Nel progetto sarebbero previsti al massimo 2 stranieri per roster. Lo vedi auspicabile in generale per il basket italiano, e sei d’accordo con questa filosofia?

“Si, sicuramente portare a due il numero massimo di stranieri per roster potrebbe essere un ottima cosa per il basket italiano, così si potrebbe valorizzare il talento degli italiani, soprattutto quelli più giovani. Adesso non è cosi: non c’è proprio spazio per un italiano già in A2, figuriamoci in A1.

Ci sono squadre formate quasi da soli stranieri e quindi sarebbe una cosa davvero positiva perchè se noi non li facciamo crescere attraverso l’esperienza sul campo i più giovani, è davvero complicato che poi escano talenti del calibro di Belinelli, Gallinari, Melli etc..

Sarebbe quindi una cosa positiva per i giocatori italiani e per tutto il movimento perchè ci sarebbero maggiori possibilità per far esplodere nuovi talenti come magari ci sono stati nelle generazioni passate.”

Da parte di tutto lo Staff ringraziamo ancora Manuel Diomede Scatozzi per il suo intervento su PassioneBasket.it.


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Copyright della foto di copertina: MANUEL SCATOZZI DIOMEDE tratta su autorizzazione dell’intervistato dal suo profilo Facebook.

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